Arte e cultura in Bretagna

Alan Stivell in concerto

Alan Stivell in concerto - Foto di Zinnmann


La musica bretone tipica appartiene alla cultura celtica e i Bretoni nei loro canti portano avanti una vera e propria tradizione orale facendo un tipo di musica strettamente legata alla loro storia e alla loro religione che ne salvaguardi l’identità.
Alla fine degli anni ’60 ci fu un rinnovamento della musica bretone con l’arrivo di nuovi artisti come Dan Ar Braz, Gilles Servat, Kirjuhel, Gweltaz Ar Fur e Alan Stivell che creano una musica bretone contemporanea ispirata alla tradizione.

Ancora oggi, alcuni musicisti bretoni sono conosciuti in tutto il mondo, le arie tradizionali sono cantate su ritmi moderni e gli strumenti tradizionali si mescolano a quelli elettrici in un nuovo ritmo che non dimentica le proprie radici ma si allontana un po’ dal puro folklore.

Gli strumenti bretoni


Alcuni degli strumenti bretoni che nella musica più rappresentano questa regione sono: il biniou-koz, la cornamusa bretone che è lo strumento più rappresentativo, la bombarda, che fa parte della famiglia degli oboi con lo stesso tipo di ancia e di tecnica di soffio, l’arpa celtica, composta da 32 corde metalliche o in nylon che è apparsa in Bretagna verso il V secolo, il Veuze, la cornamusa bretone con un solo bordone e il clarinetto, il flauto traverso ed altri strumenti a fiato.

Alan Stivell


Fra i musicisti bretoni, un posto d’onore va ad Alan Stivell un cantautore Celtic Fusion bretone a cui si deve la rinascita ed il rinnovamento della musica tradizionale che, a partire dagli anni ’70, lo ha reso celebre nel mondo intero.

La sua storia e il suo nome sono legati all’arpa celtica lo strumento del quale non solo è un esperto ma che è letteralmente rinato con lui. A soli 9 anni, Alan tiene il suo primo concerto (1953) presso la Maison de Bretagne di Parigi, in occasione di una conferenza stampa organizzata da Denis Megevand, suo insegnante di arpa.

Il suo primo 45 giri risale al 1959, nel 1961 poi esce il suo primo album Telenn Geltiek, interamente composto da brani strumentali per arpa celtica. Fra i suoi ultimi album ci sono: 1 Douar/1 Earth (1998), Au-delà des mots/Beyond Words (2002) ed Explore (2006).

Re Artù


La Bretagna, come si sa, è terra di miti e leggende ma la più famosa di tutte è quella legata a Re Artù diffusasi a partire dal Medievo. Molti luoghi della Bretagna sono infatti legati ad Artù, Lancillotto, Merlino, e alle fate Viviana e Morgana.

Sia l’Ile Grande sia l’Ile d’Aval, vicine a Perros-Guirec, millantano di essere la mitica isola di Avalon dove viveva la fata Morgana e dove Artù fu sepolto. Il luogo dove Artù avrebbe trovato il famoso Graal sarebbe nascosto dagli ultimi residui della foresta che un tempo copriva le zone dell’interno, la Foret d’Huelgoat. La Forest de Paimpont, a sud-ovest di Rennes, avrebbe ospitato invece la sorgente dell’eterna giovinezza di mago Merlino e sarebbe stato il rifugio della sua amante Viviana.

Jules Verne


In letteratura, un nome bretone di spicco è quello dello scrittore Jules Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), considerato il padre della moderna fantascienza e un grande autore per ragazzi.
Tutto iniziò quando nel 1850 lo scrittore abbandonò definitivamente la carriera giuridica per dedicarsi alla scrittura componendo commedie per il teatro.

Tra le opere di Verne, le più note sono: Viaggio al centro della Terra , Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in 80 giorni .

Dai romanzi di Verne sono anche stati tratti molti film come Viaggio nella Luna di Georges Méliès, 1902 , Ventimila leghe sotto i mari di Stuart Paton, 1916, Il giro del mondo in 80 giorni di Michael Anderson, 1956.